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LA PAROLA ALLA FOLLIA

Qualsiasi cosa dicano di me i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità. D'improvviso le vostre fronti si sono spianate, e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi giri, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepènte degli Dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio. Appena mi avete notata, avete cambiato subito faccia, come di solito avviene quando il primo sole mostra alla terra il suo aureo splendore, o quando, dopo un crudo inverno, all'inizio della primavera, spirano i dolci venti di Favonio, e tutte le cose mutando di colpo aspetto assumono nuovi colori e tornano a vivere visibilmente un'altra giovinezza. Così col mio solo presentarmi sono riuscita a ottenere subito quello che oratori, peraltro insigni, ottengono a stento con lunga e lungamente meditata orazione.
DA "ELOGIO ALLA FOLLIA"
ERASMO DA ROTTERDAM

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tra le phieghe del tuo collo candido

da “pensieri crudeli”…tutto il dolore affollato in pensieri crudeli

Quanti strani, nostalgici pensieri ho in serbo per stasera. Quanto mi manchi oggi con quel sorriso largo e l’incavo liscio del seno, e le ginocchia sbucciate. Volevi il mercuro cromo, niente acqua ossigenata o disinfettanti d’altro tipo, solo il mercuro cromo. Che tenera ossessione.

Mi chiamavi sempre alla stessa ora, ricordi ? Ed io riconoscevo il trillo. Non è buffo mamma? Ero scortese a volte…”che c’è ancora?”.

Quanto darei oggi per quel trillo? Quante volte ho pensato…”se potessi averla ancora sarei disposta a tutto”, e mi metto a scorrere tutte le possibili rinunce, tutti i sacrifici che valessero un tuo ritorno…impossibile.

Disposta a tutto per il profumo di borotalco che annusavo tra le pieghe del tuo collo candido quando mi avvicinavo per lasciarti un bacio.

Buonanotte mamma, adagio la mano sul seno…qui sul cuore, nella speranza di incontrarti… tra un sogno e un pensiero…dove preferisci mamma, io ci sarò.

2008.07.14  5:16pm  

quanto mi sei mancato pinocchio, da quella sera in clinica ricordi? forse quarant’anni fa…cosa ci lega pinocchio? solo quel ricordo, quegli odori, le mani di lui così grandi e nodose, e stanche? sono ridicola oggi pinocchio con i miei anni e il desiderio di essere sempre lei, tra le sue braccia, di tornare indietro?
Grazie papà per quel gesto così bizzarro e prezioso, non ti dimentico mai papà.

quanto mi sei mancato pinocchio, da quella sera in clinica ricordi? forse quarant’anni fa…cosa ci lega pinocchio? solo quel ricordo, quegli odori, le mani di lui così grandi e nodose, e stanche? sono ridicola oggi pinocchio con i miei anni e il desiderio di essere sempre lei, tra le sue braccia, di tornare indietro?

Grazie papà per quel gesto così bizzarro e prezioso, non ti dimentico mai papà.

2008.07.07  7:37pm  

bianco latte giallo oro

Paul Outerbridge
American, 1896-1958
Kitchen Table,1922

Ti ricordo così, bianca latte, presa ai fornelli 24 ore, ragazzi saltellanti e quel ruolo era il tuo, indiscutibile chioccia. Uova fresche , latte fresco, fresca di bucato tu e fresco il tuo grembiule, profumo di lavanda, profumo di rosmarino, mani nodose e ossute, ruvide di carezze generose. Complice, schierata, sempre.Preziosa come oro.

Cosa sei ora nel vaso color bronzo? Bianco latte o giallo oro?

2008.07.01  1:00pm  
se io fossi… 

Se io fossi…

un cartoon: Paperina


un dolce: una crostata ai frutti di bosco

un frutto: una ciliegia
una città: Parigi
un nome: Daria
un indumento: un maglione
cibo: risotto in bianco ai frutti di mare
un animale: un gatto
una stanza della casa: la stanza da letto…ronf
un numero: 8
un colore: verde
uno sport: sci
una materia scolastica: letteratura

un mestiere: medico

un luogo: un’aia
un
film: il posto delle fragole di Ingmar Bergman.
una lettera dell’alfabeto: D
un giorno della settimana: domenica
un mese: maggio
una fiaba: pinocchio
una canzone: la guerra di Piero e la canzone dell’amore perduto di
De Andrè


una bevanda: vino rosso
uno strumento musicale: pianoforte
un profumo: muschio bianco
un gusto di gelato: panna
un fiore: papavero
un sentimento: amore
una parola: empatia
una regione d’Italia: Lazio
un pregio: altruismo
un difetto: malinconia
un’abitazione: un casolare
un albero: una palma
uno stato: calma

uno Stato: Africa
un soprammobile: un fermalibri
un pianeta: terra
un elettrodomestico: una stufa
un mezzo di comunicazione: lettera
un vizio capitale: gola
un personaggio storico: Socrate

un musicista: rachmaninov

una parte del corpo: occhi
un’emozione: gioia
una stagione: primavera
una festa: 25 aprile
un elemento: fuoco
un evento atmosferico: neve
un’ora del giorno: alba
un politico: Aldo Moro
un attore/attrice: Vittorio Gassman
, Bette Davis

un mezzo di trasporto: carrozza
una macchina: maggiolone
un presentatore:
Corrado Mantoni
un calciatore: non lo so
un telefilm: E.R.
un videogioco: gli invasori
una parolaccia: stronzo

2008.06.28  7:17pm  

stenti di parole

Cerco di aprire la bocca per esprimere il mio disagio amaro, donne lontane si muovono intorno a me scimmiottando la giovinezza, l’aria è satura di fumo, io odio il fumo, odio le vecchie signore ingrassate nelle oscene maglie a fiori con pretese di fedeltà, odio le vecchie signore “inmummiate” nelle gonne corte con gambe tozze sopra gli zoccoli estivi. Perchè non chiedo a tutte di uscire? Questa è la mia stanza e la mia intelligenza e fluida, non cristallizzata, come la loro. Chiedere di uscire, ma dalla gola stenti di parole…e abbasso il capo sul pc.

Buonasera signore, penso, portate fuori di qua le vostre chiacchiere opache.

Capiranno?

2008.06.25  12:50am  

battito sordo

Woman in red dress by ~AEnigm4

Nella vecchia casa non c’era ormai nessuno ad occhi aperti, tutti avevano ceduto alla tensione e al sonno. Una volta fuori, seduta sull’erba umida di nuvole gocciolanti, sentisti ancora il battito sordo battere il tempo, quello stesso che prima ti aveva stretto il petto in un pugno caldo, nemico. Ma ti donasti ad esso, arresa.

2008.04.19  3:14pm  
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