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LA PAROLA ALLA FOLLIA
Qualsiasi cosa dicano di me i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità. D'improvviso le vostre fronti si sono spianate, e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi giri, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepènte degli Dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio. Appena mi avete notata, avete cambiato subito faccia, come di solito avviene quando il primo sole mostra alla terra il suo aureo splendore, o quando, dopo un crudo inverno, all'inizio della primavera, spirano i dolci venti di Favonio, e tutte le cose mutando di colpo aspetto assumono nuovi colori e tornano a vivere visibilmente un'altra giovinezza. Così col mio solo presentarmi sono riuscita a ottenere subito quello che oratori, peraltro insigni, ottengono a stento con lunga e lungamente meditata orazione.
DA "ELOGIO ALLA FOLLIA"
ERASMO DA ROTTERDAM
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Old Man by ~innakayuta ”
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quanto sei solo? quanto ricordi? quanto hai abbandonato nella nebbia fitta del passato? quanto emerge ora, quanto fa male, mentre torni piano verso casa?
tanto da rimbalzare nel rifiuto tuo

Dolore by ~paloenita
Quanto dolore incondiviso cara. Posso aiutarti? forse. Chudi lentamente la bocca, smorza l’urlo muto. Ascolta quel suono che arriva da lontano. Leggero, quasi un sibilo, si insinua. Poi entra con urgenza nell’orecchio stanco, ha qualcosa di forte da dire. Prepotente spinge, eppure sottile, estraneo, tanto da rimbalzare nel rifiuto tuo. Non possono ascoltare, non possono capire, non senza la tua preghiera chiara, lucida. Devi abbandonarti, devi cedere, devi credere che possa arrivare qell’istante di resa e il dolore che si scoglie con essa e piano, piano, pianissimo, ti restituisce il respiro. Sei dentro adesso. Di nuovo galleggi nel liquido caldo del primo ricordo. Poi nulla, solo il sonno che agognavi tanto. Lasciati andare, lasciati andare.